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Carl ROGERS

 - Dr. Giancarlo PETRI

VI INVITO, IN FONDO A QUESTA PAGINA, A VOLER LEGGERE QUEL BRANO DI PLATONE.

DOVREMMO LEGGERLO OGNI MATTINA.


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TERAPIA CENTRATA SUL CLIENTE


"Una terapia centrata sul cliente significa che il terapeuta è capace di entrare in un rapporto intensamente personale e soggettivo con questo individuo, non in un rapporto come quello freddissimo e asettico tra scienziato e l'oggetto dei suoi studi o come quello altrettanto freddo fra medico e diagnosi e cura, ma pittosto in una relazione da persona a persona.

Significa quindi che il terapeuta considera il cliente come un soggetto il cui valore è incondizionato e indipendente dalle sue condizioni, dal suo comportamento o dai suoi sentimenti.

Significa inoltre che il terapeuta è in grado di comprendere il cliente; che nessuna barriera interiore gli impedisce di percepirlo come persona.

(...) Il cliente intraprende quindi la terapia proprio perchè si rende conto che prima di tutto lo si accetta incondizionatamente."


Carl ROGERS
" Counseling and Psicotherapy"-1955


A integrazione da quanto riportato sopra, scritto dallo stesso Rogers, aggiungo che questo studioso inventò quella che viene chiamata la TERAPIA DEL COLLOQUIO.
Che cosa vuol dire?
Che lo psicoterapeuta rogeriano ama parlare con il proprio paziente, odiando i silenzi e gli atteggiamenti eccessivamente lontani in senso umano. Soprattutto oggi, che viviamo nella società della NON COMUNICAZIONE, dà gioia (e questo è già terapeutico) e piacere il sapere che posso confrontarmi paritariamente - nella piena consapevolezza dei rispettivi ruoli - con qualcuno che INTERAGISCE con me.




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" In Italia si prendono provvedimenti curiosi. Per sopprimere la pazzia, hanno soppresso i manicomi!...".

(G. Brera - giornalista e scrittore)

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SOTTO DESIDERO SOFFERMARMI SU DI UN ALTRO GRANDE PENSATORE - PERCHE' NON PUO' ESSERE DEFINITO SOLO COME PSICOLOGO - CHE HA AVUTO UN RUOLO NELLA MIA FORMAZIONE SOPRATTUTTO PER QUELLO CHE SI RIFERISCE ALLE CRITICHE ALLA MODERNA SOCIETA':
K O N R A D    L O R E N Z.

 - Dr. Giancarlo PETRI

KONRAD LORENZ


Come scrivo nella pagina precedente, fu colui che mi fece conoscere le scienze umane e la psicologia, tanto da spingermi a sceglierla come professione, ma c'è dell'altro.

Negli anni settanta seguii con vorace interesse la polemica scientifica - che si svolgeva a "colpi" di pubblicazioni di libri - tra Erich Fromm e Konrad Lorenz, soprattutto inerentemente alle teorie sull'aggressività umana.

Fu così che entrai in contatto con Lorenz, aiutato pure dal fatto che essendo io interessato agli animali ed al loro comportamento, non potevo non studiare l'opera di questo grande etologo, Premio Nobel.

Pur essendo per molti versi assai lontano da Rogers, anche come percorso di vita, mi ha aiutato a formarmi ed ha fatto crescere in me l'amore per la natura e per la ricerca comportamentale e le sue cause. Non a caso la mia tesi a Firenze fu sulle teorie dell'aggressività (Lorenz e Fromm, in primis) con una susseguente comparazione tra l'aggressività umana e quella animale. Non a caso, inoltre, ho studiato e studio le diverse modalità comportamentali (verbali, mentali, uditive, percettive, posturali, socializzanti, ecc.) tra uomo e donna. Non a caso, infine,  oggi io mi definisco un "verde tolkeniano", nel senso che adoro i boschi e tutti coloro che ci vivono, comprese le creature magiche prodotte nel corso dei secoli dalla nostra mente. Amici, cosa sarebbe il mondo senza l'immaginazione e la fantasia?

Ma torniamo a noi.
Tutti quei personaggi, poi, anche se Lorenz era fondamentalmente un innatista e gli altri erano definibili - molto genericamente e me ne scuso - comportamentisti, hanno fatto sì che assumessi un'impostazione scientifica e culturale di tipo interazionista.
Noi, insomma, siamo quelli che siamo a causa o per merito delle predisposizioni innate che nascono con noi ed a causa o per merito delle nostre esperienze di vita.
A mio avviso l'innatismo ed il comportamentismo, estremizzati, potevano essere di una pericolosità unica perchè andavano a toglierci il libero arbitrio.
Ma soprattutto....
L'innatismo estremizzato è padre culturale del nazismo.
Il comportamentismo estremizzato è padre culturale del comunismo.
Due ideologie che hanno provocato centinaia di milioni di morti.

Che cosa significa TOGLIERE IL LIBERO ARBITRIO?
E' semplice:
 "Sono cattivo? Non è colpa mia. Sono nato così!" ALIBI INNATISTA.
Oppure: "Sono cattivo? Non è colpa mia. E' stata la società a rendermi così!" ALIBI COMPORTAMENTISTA.
Eh no, troppo comodo.
Pensate un pò: la componente innatista (ripeto che generalizzo per necessità di sintesi, eh!) ha prodotto o ha trovato linfa in personaggi come Lombroso, che affermava che da come si presenta un volto, possiamo sapere se quel soggetto avrà tendenze a delinquere oppure no!!.... (Sei brutto? Son cavoli amari!!).
Pensate un pò: la componente comportamentista (continua la generalizzazione...) ha prodotto o ha trovato linfa negli "scienziati" e nei politici marxisti che affermavano che nella mitica società dell'eguaglianza sarebbero scomparse la gelosia, la violenza, l'aggressività, la sofferenza mentale, la tristezza.
Non a caso, in URSS e nelle sue colonie, i dissidenti venivano messi in manicomio perchè solo un folle non poteva non gradire quel "paradiso".
Hitler faceva meglio: lui i "diversi" li gasava!!
Mi fermo qui, ma su questi argomenti, che mi dilaniano il fegato tanto mi fanno incavolare, ci tornerò nel corso del tempo.
Proseguo.....

Un severo critico della nostra società, Lorenz.
A questo proposito consiglio tre libri di questo grande personaggio:
* "Gli otto peccati capitali della nostra società" Ed. Adelphi,
* "L'anello di re Salomone" Ed. Mondadori.

A chi, come me, ama i cani, propongo.....
* "E l'uomo incontrò il cane" Ed. Adelphi.
Assolutamente delizioso.

Sono libri scritti più di trent'anni fa, eppure sono di un'attualità incredibile, soprattutto il primo.


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"Viviamo in un'epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità.".

(O.Wilde)


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Meditate su quanto è scritto sotto.
Chi chiede a se stesso di essere sempre e comunque, con chiunque, assolutamente perfetto, si mette sulle spalle una richiesta che prima o poi lo schianterà.
Chi chiede a se stesso di essere un "professionista" della vita, sempre inappuntabile, sempre gradito a tutti, vivrà cocenti delusioni.
Cerchiamo di essere noi stessi, genuini e spontanei.
"Dilettanti" che cercano d'imparare.
La razionalizzazione dei comportamenti osserviamola nei momenti di autoanalisi, che comunque MAI devono divenire "masturbazioni mentali".....
 - Dr. Giancarlo PETRI

 - Dr. Giancarlo PETRI

Ricordiamolo tutti. Qualche volta almeno.
E cerchiamo di "passare il concetto" (e l'abitudine...) ai nostri figli.

 

 

Un qualcosa che ci giunge dal 370 A.C.

 

"Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l'aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l'immunità con dosi sempre più massicce d'indulgenza verso ogni sorta d'illegalità e di soperchieria;

quando la città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per poter continuare a vivere e ad ingrassare nel fango;

quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perchè ha paura del figlio;

quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi dal rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità;

quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l'ha costruita e c'è nato;

quando i capi tollerano tutto per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola e ordine, c'è da meravigliarsi che dappertutto nasca l'anarchia e penetri ovunque?

 

In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme e adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri;

in cui tutto si mescola e si confonde;

in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi;

in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze;

in cui la demagogia dell'uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe di chi le ha più corte;

in cui il favoritismo consiste nella moltiplicità e nella moltiplicazione dei favori;

in cui tutto è concesso a tutti affinchè tutti ne diventino complici....

 

In un ambiente siffatto, quando l'anarchia raggiunge il culmine e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno è più padrone di qualcosa perchè tutti lo sono, e i rifiuti si ammonticchiano per le strade perchè nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli.

 

In un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell'autoritarismo?

Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri: una è l'oligarchia quando degenera in satrapia. L'altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l'inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi.

(.....)

Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, muore nel ridicolo.

 

(PLATONE, "La Repubblica" - Cap. VIII)

Chissà a cosa pensava Van Gogh mentre pitturava questa immortale opera d'arte. Ma in quel momento non poteva essere triste.
Non ci credo.
 - Dr. Giancarlo PETRI